Scrivetemi

Se avete bisogno di ulteriori informazioni, scrivetemi…

20 risposte a Scrivetemi

  1. WilliamDues scrive:

    Thanks a lot for the article post. Cool. Kazmierczak

  2. Calogero Sorce scrive:

    Egregio Dott. Frison, La saluto cordialmente.

    Mi scusi se la disturbo, mi chiamo Calogero Sorce e sono un pastore evangelico che vive e svolge il proprio ministero Genova.

    La contatto per farle i miei più sinceri complimenti per lo splendido lavoro che sto leggendo, intitolato “Le piante nella Bibbia” 8suddiviso in 3 file… almeno credo).

    Sto notando la cura e la dovizia di particolari con i quali ha redatto questa opera per la diffusione sul web e volevo chiedereLe il permesso di utilizzarla per alcuni dei miei studi personali e comunitari.

    Mi piacerebbe davvero conoscerLa, e imparare altro da Lei, visto la grande conoscenza di questa bella materia (specialmente nella sua applicazione biblica) ripetendo di persona l’apprezzamento qui anticipato.

    Mi scusi ancora per il disturbo, e grazie per il tempo dedicatomi.

    Cordialmente,
    Calogero Sorce
    328.97.29.567

  3. GIAN PIERO PIREDDA scrive:

    Gentilissimo,
    considerata la sua straordinaria conoscenza del pioppo le chiedo cortesemente un consiglio pratico per la definitiva eliminazione delle piantine di pioppo che in seguito all’abbattimento di diverse grandi piante, avvenuta 3 anni fa, stanno proliferando incessantemente fino ad infestare un oliveto adiacente.
    Volendo evitare l’uso di disinfestanti chimici per ovvie ragioni di rispetto ambientale, tipicamente il glyphosate, e non potendo intervenire con opportuni mezzi agricoli per l’eradicazione delle piantine, visto che sarebbe di pregiudizio anche per gli ulivi, le chiedo se esistono metodi alternativi.
    La ringrazio per l’attenzione e per i consigli che vorrà dispensarmi.
    Saluti.
    Gian Piero Piredda

    • Giuseppe Frison scrive:

      Buon giorno Signor Gian Piero,
      rispondo volentieri alle sue domande, anche se mi avrebbe facilitato il compito mandandomi qualche fotografia, ma penso di potermela cavare lo stesso. Dice che non vuole usare il diserbante e fa benissimo; dice di non aver mezzi agricoli per estirpare i ricacci con le radici per cui l’alternativa è quella di provocare la morte degli apparati radicali per esaurimento, lasciandoli marcire sul posto. Per ottenere questo risultato deve tagliare tutti i ricacci , a livello del suolo o poco sopra, con l’attrezzo più adatto a seconda delle dimensioni (motosega, accetta, forbici da potatore, veda lei) e poi intervenire quando i nuovi germogli sono ancora molto teneri (alti cm 20-30), in questo caso può intervenire con un decespugliatore. L’operazione di soppressione dei germogli va ripetuta diverse volte, fino all’esaurimento delle radici. Se comincia nei prossimi giorni nell’autunno prossimo avrà quasi sicuramente raggiunto il risultato sperato. Spero di essergli stato utile e la saluto cordialmente
      Mi tenga informato
      Giuseppe frison

  4. paola rolando scrive:

    Buongiorno, ricercando sul web mi sono imbattuta sulla sua persona ed ho letto la sua alta specializzazione sulla materia.
    Sono alla ricerca di Populus Alba clone Villafranca e Salix Alba clone Levante.
    Vorrei avere un suo parere su queste due varietà e dove poterle acquistare in quantità.
    Mi farebbe piacere ricevere un suo contatto.
    I miei riferimenti sono: paola@paolarolando.it
    grazie mille per la disponibilità
    complimenti per il suo splendido lavoro
    a presto
    paola

    • Giuseppe Frison scrive:

      Buon giorno Signora Paola,
      prima di tutto grazie per avermi scritto e per i complimenti. Il mio parere glielo posso dare sul pioppo bianco , clone Villafranca, che è stato selezionato dall’Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura a Casale Monferrato, dove io ho lavorato per oltre un trentennio (sono pensionato da oltre un ventennio), giudizio altamente positivo. Credo di aver descritto questo clone nella prima Nota del mio lavoro pubblicato nel mio sito ( http://www.giuseppefrison.it ) dal titolo: Origine e caratteristiche dei principali cloni di pioppo. Non ho invece informazioni sul clone Levante di salice bianco. Per quanto riguarda dove poter acquistare piantine dei succitati cloni le suggerisco di rivolgersi alla Direzione del
      CFL/CREA . Centro di Ricerca Foreste e Legno con Sede a Casale Monferrato (AL) (ex-Istituto di Sperimentazione per la Pioppicoltura)
      Strada Frassineto 35 – 15033 Casale Monferrato (AL) Italy Tel: +39 0142 330900 – Fax: +39 0142 55580 Posta elettronica: fl@crea.gov.it
      Spero di essere stato esauriente.
      La saluto cordialmente
      Giuseppe Frison

  5. Andrea Tieghi scrive:

    Buongiorno, le chiedo info per la gestione delle radici dei pioppi. Al mio confine del giardino c’è una fila di pioppi (molto alti). Ho un problema con le radici. In primavera mi hanno rifatto l’impianto di irrigazione del giardino e hanno tagliato delle radici dei pioppi che ho al confine. Io ho un giardino di 40 mq e a fianco una casetta in legno con tettoia e delle mattonelle autobloccanti. Nell’ultimo mese mi si sono sollevati gli autobloccanti e in giardino mi sono spuntate delle piantine che hanno sollevato il prato. Questo potrebbero essere le radici tagliate dei pioppi che ora stanno buttando? Oppure sono le radici sempre dei pioppi ma non tagliate che stanno buttando. Cosa posso fare? Grazie e saluti

    • Giuseppe Frison scrive:

      Le radici dei pioppi sono sensibili all’umidità del suolo e certamente, nel suo caso, sono stimolate dall’irrigazione del suo terreno ad invaderlo; sono in particolare le radici che sono state mozzate ad essere spinte a formare nuove ramificazioni.
      Le distanze a cui devono essere posti a dimora gli alberi dal confine con la proprietà del vicino sono stabilite dagli usi locali o da specifici regolamenti comunali; in mancanza, valgono le norme previste dal codice civile. Questa è la prima cosa da accertare. Se nel suo caso le regole sono state rispettate può solo tentare degli accordi amichevoli con il proprietario degli alberi. Se invece le distanze sono minori di quelle stabilite dai vari regolamenti applicabili al suo caso, ha diritto di chiedere che vengano rispettati.

  6. Pietro scrive:

    Buongiorno, innanzitutto complimenti per tutte le Sue pubblicazioni; sul tema coltivazione del clone i-214 avrei due domande:
    1. perché nella messa a dimora in pieno campo si usano pioppelle al massimo due anni; ritiene che possa causare delle problematiche utilizzare del materiale di 3 anni?.
    2. In base alla sua esperienza, ci possono essere delle controindicazioni ad usare degli astoni R4/F2?. (piede di 4 anni col pollone di 2)ed
    Ringrazio anticipatamente, cordialità

    • Giuseppe Frison scrive:

      • Buon giorno , Sig. Pietro.Grazie per i complimenti.
      • Non mi ha detto in che zona opera Lei, ma presumo che coltivi i suoi pioppi in Piemonte. In passato, qui in Piemonte, soprattutto nel cuneese, si usava mettere a dimora anche pioppelle di tre anni di vivaio ma penso che il motivo principale fosse quello di utilizzare pioppelle invendute alla fine del secondo anno e, per non eliminarle, si decideva di coltivarle il vivaio anche per il terzo anno. E’ chiaro che con un anno in più in vivaio si hanno maggiori costi di produzione, si ottengono pioppelle di dimensioni considerevoli con conseguenze negative sulla movimentazione del materiale dal vivaio al campo destinato alla messa a dimora (estrazione delle piante dal terreno, potature, caricamento sui mezzi di trasporto, maggiore profondità delle buche, ecc.). L’ideale sarebbe quello di impiegare le pioppelle di un anno per vari motivi: prima di tutto perché con la stessa durata del turno non producono meno di quelle di due anni, poi consentono di ridurre i costi di produzione del materiale di impianto; le pioppelle di un anno sono più maneggevoli e di più facile trasporto. Il limite è che questa scelta non si può fare per tutti i cloni per via della maggiore ramificazione che verrà prodotta in pioppeto dalle pioppelle di un anno rispetto a quelle di due, caratteristica questa che impone un maggiore impegno nella potatura delle piante in pioppeto, con maggiori costi. Sotto questo aspetto per il clone I 214 sono da preferire le pioppelle di due anni di vivaio.
      • Per quanto riguarda il materiale R4/F2 dal punto di vista pratico, considerato che lo sviluppo dei ricacci di norma è notevole, si può ripetere, almeno in parte, il discorso fatto per le pioppelle di 3 anni. Va detto inoltre che con l’aumentare dell’età del materiale di impianto la sua capacità di attecchimento tende a diminuire, soprattutto se tale materiale non viene adeguatamente protetto dalla disidratazione nel periodo che intercorre dall’estirpamento dal vivaio alla messa a dimora in pioppeto.
      • Spero di aver risposto adeguatamente alle sue richieste; se ha ancora dei dubbi mi scriva di nuovo, precisandomi dove ha sede la sua azienda e se coltiva il vivaio anche per la vendita delle pioppelle o soltanto per usi propri.
      • Cordiali saluti
      • Giuseppe Frison

  7. FERNANDO MEUTI scrive:

    Egregio dott. Frison,
    la ringrazio e le faccio i complimenti per la pubblicazione delle visite ai siti dello Yukatan.
    Ci sono stato una volta in tour ma ora che sto tornando al mare ho scaricato i suoi articoli che ho trovato eccellenti.
    Grazie al suo splendido lavoro potrò apprezzare veramente i luoghi archeologici da lei descritti.
    Grazie infinite
    fernando meuti

    • Giuseppe Frison scrive:

      Grazie a Lei per i complimenti. Piacerebbe anche a me ritornare in quei posti ma ormai l’età mi suggerisce di accontentarmi di mete più a portata di mano. Cordiali saluti
      bepi Frison

    • Giuseppe Frison scrive:

      Egregio Signor Paolo Spreafico,
      Le rispondo con ritardi, e me ne scuso, perché era diverso tempo che non guardavo il mio sito.
      Concordo sull’ opera di potatura importante; per il pioppo cipressino è consentita la potatura a sgamollo, intervento radicale con il quale si intende la soppressione totale dei rami a pochi cm dal tronco e dei cimali, operazione che non compromette , se non in misura ridotta e temporanea, l’aspetto estetico degli alberi mentre riduce gli spazi occupati dalla chioma , con effetti positivi sulla viabilità, e aumenta la stabilità delle piante. Si tratta di una forma di potatura straordinaria che potrà essere ripetuta periodicamente (ogni 4-5 anni).
      Non sono d’accordo sul taglio delle radici superficiali. Abbiamo a che fare con alberi di 20-25 anni, costretti a crescere in spazi angusti e su substrati pedologici molto disomogenei per caratteristiche fisiche e chimiche e per altri motivi (tipo quelli da Lei citati) e di conseguenza per disponibilità idriche e nutrizionale durante la stagione vegetativa, per cui si suppone che le piante abbiano sviluppato un apparato radicale asimmetrico, concentrandolo la dove le condizioni, in particolare di umidità del terreno, erano più favorevoli. Ormai l’apparato radicale presumo che sia quello definitivo e difficilmente modificabile. ,
      Le condizioni si salute degli alberi sono molto buone per cui vale la pena cercare di mantenerli..
      Buona giornata anche a Lei.
      Cordiali saluti
      Giuseppe Frison

      • Giuseppe Frison scrive:

        Egregio Signor Paolo Spreafico,
        Le rispondo con ritardi, e me ne scuso, perché era diverso tempo che non guardavo il mio sito.
        Concordo sull’ opera di potatura importante; per il pioppo cipressino è consentita la potatura a sgamollo, intervento radicale con il quale si intende la soppressione totale dei rami a pochi cm dal tronco e dei cimali, operazione che non compromette , se non in misura ridotta e temporanea, l’aspetto estetico degli alberi mentre riduce gli spazi occupati dalla chioma , con effetti positivi sulla viabilità, e aumenta la stabilità delle piante. Si tratta di una forma di potatura straordinaria che potrà essere ripetuta periodicamente (ogni 4-5 anni).
        Non sono d’accordo sul taglio delle radici superficiali. Abbiamo a che fare con alberi di 20-25 anni, costretti a crescere in spazi angusti e su substrati pedologici molto disomogenei per caratteristiche fisiche e chimiche e per altri motivi (tipo quelli da Lei citati) e di conseguenza per disponibilità idriche e nutrizionale durante la stagione vegetativa, per cui si suppone che le piante abbiano sviluppato un apparato radicale asimmetrico, concentrandolo la dove le condizioni, in particolare di umidità del terreno, erano più favorevoli. Ormai l’apparato radicale presumo che sia quello definitivo e difficilmente modificabile. ,
        Le condizioni si salute degli alberi sono molto buone per cui vale la pena cercare di mantenerli..
        Buona giornata anche a Lei.
        Cordiali saluti
        Giuseppe Frison

  8. Lucina Luchetti scrive:

    Buongiorno sig. Frison, ho avuto modo di consultare il suo sito, mi complimento per la chiarezza e competenza. Mi occupo di bonifiche nell’agenzia per la tutela dell’ambiente e tra le tecniche d’indagine utilizziamo il phitoscreening. Gli alberi che ci forniscono più risultati sono proprio i pioppi. Avrei piacere di confrontarmi con lei e chiederle dei consigli
    Un cordiale saluto

    • Giuseppe Frison scrive:

      Buon giorno gentile Signora Luchetti,
      Grazie per i complimenti e vada per un confronto virtuale.
      A presto
      Cordialità
      Giuseppe Frison

  9. Salvatore Messina scrive:

    Buongiorno dott. Frison, mi chiamo Salvatore Messina, gioisco nel dirle che sono un suo giovane collega agronomo che esercita la propria attività in Sicilia ed in particolare in provincia di Messina.
    La contatto in quanto in questo periodo sto approfondendo sulla coltivazione del pioppo, da noi non praticata a fini di produzione di biomassa e quindi in maniera intensiva.
    La finalità di tale interessamento è quella di valutare il pioppo ad uso fitodepurativo applicato alla gestione dei liquami zootecnici ed in particolare bovini in un’azienda di piccole dimensioni, traendo quindi diversi vantaggi dall’eventuale applicabilità di tale idea.
    Potremmo infatti gestire in maniera ottimale i reflui, evitando costi di spargimento sui terreni aziendali e naturalmente la loro complessa gestione nella distribuzione, dettata anche dalle stringenti normative, nonché produrre biomassa che potrebbe essere utilizzata come lettiera in stalla previa cippatura.
    Il punto cruciale è quello di capire se è possibile che tale coltura possa svilupparsi su una parcella di terreno opportunamente impermeabilizzata in modo da bypassare i limiti posti dalla normativa in tema di nutrienti e volumi di adacquamento.
    A tale scopo chiedevo un suo confronto al fine del dimensionamento dell’area, soprattutto in termini di sviluppo radicale ed esigenze di impianto, finalizzato al massimo sfruttamento di risorse in termini di fertirrigazione con i reflui, eventualmente anticipatamente trattati.
    Ho letto di qualcosa simile realizzato nel Parco delle Alpi Giulie.
    Infine posso chiederle dove reperire gli articoli pubblicati?
    Cordiali Saluti

    • Giuseppe Frison scrive:

      Buon giono Sig. Salvatore,
      ho trasmesso la sua richiesta di informazioni all’amico e collega Dott. Gianni Facciotto (gianni.facciotto@crea.gov.it ) dell’Istituto di Pioppicoltura (plf/CREA) che , sull’argomento in questine, è sicuramente molto più aggiornato di me. La ringrazio per la fiducia e le faccio tanti auguri.
      Cordialità
      Giuseppe Frison
      Grazie per la fiducia

    • Giuseppe Frison scrive:

      Questa è la risposta del mio collega Dott. Gianni Facciotto plf/CREA Casale Monferrato
      Gent.le dott Messina,
      Il dott Frison mio predecessore all’Istituto di Casale Monferrato (ora CREA – Foreste e Legno) e maestro per la coltivazione del pioppo, mi ha girato la sua richiesta riguardo alla fitodepurazione di reflui zootecnici con pioppo.
      Ci siamo occupati da circa 15 anni di fitodepurazione in ambiente controllato con pioppo in particolare per lo smaltimento dei reflui oleari nell’ambito di progetti diretti dall’ISRIM di Terni (Ente purtroppo non più esistente) . Più recentemente nell’ambito del progetto FAESI (Filiere AgroEnergetiche Sud Italia) del MIPAAF ci siamo occupati sia di fitodepurazione sia della coltivazione di cedui di pioppo ed altre specie nelle Regioni del Sud.
      In allegato troverà un lavoro sulla fertirrigazione con i reflui (in inglese) e una sintesi del lavoro (tratto da una relazione di progetto) fatto recentemente in Sicilia (utilizzando le acque in uscita da un depuratore) e in Sardegna dove vengono invece riutilizzate le acque reflue di un’azienda dell’Ente Forestas in ambiente confinato, sita in località isolata e non allacciata alla rete fognaria; acque che venivano disperse nell’ambiente con rischioinquinamento falde acquifere.
      Dal punto di vista tecnico la sua idea può essere realizzata, finalizzandola alla produzione di biomassa per uso energetico. Quello che dovrà valutare sono i costi economici (scavo, isolamento del suolo, sistema di ricircolo dei reflui nel suolo dove viene allevato il pioppo, ecc).
      Troverà anche una slide descrittiva dell’impianto, non in scala e con una pendenza esagerata.
      Per dimensionare l’area e soprattutto il serbatoio sottostante deve conoscere esattamente la quantità di refluo zootecnico e la piovosità annuale.
      Restando a disposizione per ulteriori informazioni porgo cordiali saluti.
      Gianni Facciotto

      Dott. Gianni FACCIOTTO
      Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA)
      Centro di ricerca Foreste e Legno
      Strada Frassineto 35
      15033 Casale Monferrato (AL)

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